Quali sono i luoghi di interesse e i posti da visitare a Palermo? Eccoti un elenco delle 10 cose che non puoi assolutamente perderti!
Palermo mostra con orgoglio le testimonianze del suo passato glorioso che rivive nella grandiosità del suo patrimonio artistico e architettonico. Nella “città delle delizie” convivono armoniosamente cupole arabe, chiese dal gusto barocco, palazzi in stile liberty, teatri neoclassici, settecenteschi spazi verdi e brulicanti mercati storici, simili ai suq arabi.
Impossibile non restare affascinati da questa città innegabilmente splendida che purtroppo però, mostra su molti dei suoi beni monumentali i segni dell’incuria e del degrado, che la dolcezza del clima, la vivacità dei palermitani e la straordinaria cucina vi faranno dimenticare presto! In questa pagina vi indichiamo le 10 cose più importanti da fare e vedere a Palermo.
1) La Cattedrale di Palermo
E’ il 1185 quando viene completata la costruzione della Cattedrale di Palermo. L’immenso edificio religioso consacrato alla Vergine Assunta sorge sul sito occupato precedentemente da una basilica cristiana, venne trasformata dai saraceni in moschea e, solo successivamente, riconvertita al culto cristiano dai normanni.
Rimaneggiamenti e restauri attuati nel corso dei secoli ne hanno modificato l’aspetto originario che si caratterizza per la presenza di stili architettonici diversi. La facciata principale compresa tra due torrette presenta un ampio portico quattrocentesco in stile gotico catalano, la cupola è tardo barocca mentre la parte più antica è rappresentata dall’abside con splendide decorazioni arabo – normanne. L’interno ricostruito su progetto di Ferdinando Fuga nel XIX secolo in stile neoclassico è a croce latina a tre navate.
Qui sono custodite le spoglie dei reali di Sicilia, tra cui Federico II e Ruggero II, e quelle di Santa Rosalia, patrona di Palermo. Altre tombe sono presenti nella cripta risalente al VI secolo. Nelle stanze del Tesoro è possibile ammirare la tiara d’oro della Regina Costanza d’Aragona, insieme ad altri oggetti preziosi rinvenuti nei sepolcri reali.
2) Chiesa della Martorana
Edificata nel 1143 per volere di Giorgio d’Antiochia, ammiraglio di Ruggero II, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio è anche conosciuta come della “Martorana” in quanto nel 1433 fu ceduta dal re Alfonso d’Aragona alle monache benedettine del vicino convento fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana. Malgrado le trasformazioni operate nel XVI e XVII secolo (la facciata barocca ne è un esempio), questo affascinante edificio sacro conserva l’originario stile arabo–normanno come dimostrano il corpo squadrato dello stesso sormontato da una cupoletta emisferica, e il bel campanile aperto da arcate e tre ordini di grandi bifore.
L’interno della chiesa presenta nella parte alta delle pareti, nei sottarchi e nella cupola magnifici mosaici bizantini considerati i più antichi della Sicilia. Punto centrale di tutta la decorazione musiva è l’immagine di Cristo Pantocratore circondata da arcangeli, apostoli, santi e profeti. Completano il ciclo i mosaici con la Natività di Gesù, il Transito di Maria, l’Annunciazione e la Presentazione al Tempio. Proprio accanto alla Martorana da non perdere una visita alla chiesa di San Cataldo, dalle arabeggianti cupole rosse. Fondata intorno al 1200 ne ha passate davvero tante, svolgendo addirittura la funzione di ufficio postale! Oggi è stata interamente recuperata ed è affidata alle cure dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
3) Cappella Palatina e Palazzo dei Normanni
La cappella Palatina si trova all’interno del Palazzo dei Normanni, costruito nella paleopoli, la parte più alta e antica della città. La Cappella Palatina, che significa cappella del Palazzo, fu voluta da Ruggero II d’Altavilla, primo re normanno di Sicilia e fu utilizzata da quest’ultimo come cappella privata nel 1130.
Un tempo il suo aspetto esteriore era totalmente diverso ad oggi. Della sua facciata originaria non è rimasto quasi nulla perché inglobata da altre strutture più recenti. Originariamente sorgeva isolata, l’abside rivolta ad oriente come vuole la tradizione bizantina.
La cappella sorge in un momento di grande creatività in cui operarono insieme artisti di origine e sensibilità diverse e il risultato fu un capolavoro dove si può riconoscere la politica di tolleranza adottata da Ruggero II. Il Re ci vuole mostrare che qui si incontrano la cultura orientale e quella occidentale ma non solo, perché se osserviamo attentamente il pavimento possiamo vedere anche qui dei mosaici, ma non di vetro ma di pietre preziose come il porfido per esempio. Dunque il pavimento è arabo e arabe sono anche le palmette stilizzate sulle pareti sopra le quali troviamo i mosaici bizantini.
I mosaici bizantini sono formati da due lastre di vetro tra le quali si trova uno strato sottilissimo di oro. Quindi ciò che luccica è oro, come lo è la Parola Dio. Qui lavorarono insieme arabi normanni e bizantini grazie alla politica di tolleranza adottata da Ruggero II. Ricordiamo che al tempo dei normanni non tutti sapevano leggere e scrivere, quindi Ruggero adottò un linguaggio che poteva essere compreso da tutti. Pensiamo ai libri illustrati…ecco un libro illustrato alla portata di tutti, un libro illustrato che racconta le storie di Cristo, le storie della Genesi, la storia dell’antico testamento, le storie dei Santi Pietro e Paolo.
4) Piazza Pretoria
Considerata da molti una delle più belle fontane del mondo, la Fontana Pretoria è uno dei simboli più rappresentativi di Palermo. E’ stata inizialmente costruita a Firenze e successivamente spostata a Palermo dopo essere stata acquistata dal senato cittadino. Al suo interno statue allegoriche rappresentanti divinità mitologiche e i 4 fiumi di Palermo: Oreto, Kemonia, Papireto e Maredolce.
La fontana Pretoria è stata rinominata dai palermitani stessi in “Fontana della Vergogna“, molto probabilmente a causa della nudità delle statue che la compongono. Sono molte le leggende che girano attorno a questa fontana. Una delle più famose e più curiose riguarda le suore del convento che si trova proprio accanto alla fontana: sembrerebbe che le suore, inorridite dalla presenza di questa statue che mostravano in modo così palese la propria nudità, abbiano sfogato il loro sdegno proprio sulle stesse statue, tranciando di netto gli organi genitali.
Al di là delle leggende e della loro presunta veridicità, sappiamo di certo che la vera storia della fontana Pretoria è piuttosto singolare e merita di essere raccontata. Forse non tutti sanno che inizialmente questa fontana era stata progettata e costruita in Toscana, e poi successivamente trasportata a Palermo.
5) Teatro Massimo
Il Teatro Massimo è uno dei gioielli più rappresentativi della città di Palermo. E’ l’edificio teatrale lirico più grande d’Italia e il terzo in Europa, dopo l’Opera di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Imponente, elegante, in una sola parola bellissimo. Impossibile non restare abbagliati dal suo enorme fascino.
Sulla facciata, sopra le sei colonne dell’ingresso, è incisa la frase: “L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire“.
I lavori di costruzione ebbero inizio il 12 gennaio 1875 su progetto dell’architetto Giovan Battista Filippo Basile, che vinse il concorso indetto dall’allora Sindaco Antonio Starabba, e furono portati a termine dal figlio Ernesto Basile, che sostituì il padre dopo la sua morte. L’inaugurazione avvenne il 16 maggio 1897 con Falstaff di Giuseppe Verdi. Per quanto riguarda le altre opere, le due statue all’ingresso sono la Tragedia, opera di Benedetto Civiletti, e la Lirica, opera invece di Mario Rutelli.
Anche l’interno è altrettanto imponente ed elegante. Assolutamente consigliata la visita della sala grande, famosissima per la sua acustica perfetta, a forma di ferro di cavallo. Dal palcoscenico si può ammirare anche il soffitto, formato da una ruota, composta da undici elementi raffiguranti il Trionfo delle Musica, opera di Luigi Di Giovanni su progetto di Rocco Lentini.
6) Mercato della Vucciria, del Capo, del Borgo e di Ballarò
I mercati di Palermo rappresentano il luogo ideale per un autentico tuffo nel passato e nelle tradizioni più antiche del popolo palermitano. Vi si arriva, fiancheggiando quartieri dismessi, palazzi in rovina carichi di memorie sempre più silenti, entrando in spazi segnati da porte diroccate (un tempo importanti segni di difesa della città), emblematici confini tra passato e presente, storia ed esistenza, o percorrendo strade e vicoli, ove a far da guida un intenso odore di mare. I quattro mercati più importanti e storici di Palermo sono: la Vucciria, il Capo, il Borgo Vecchio, ed infine quello assai antico di Ballarò, nel cuore della città.
La Vucciria è un piacevole miscuglio di voci, odori e rumori; un angolo della città dove il tempo sembra essersi fermato. E’ il mercato più antico e popolare di Palermo si estende in Piazza Caracciolo e dintorni, nasce come bottega della carne, una volta chiusa da arcate oggi completamente all’aperto in cui la merce (carni, pesce, frutta) viene esposta in tipiche bancarelle su apposite lastre di marmo chiamate “balate”. Anticamente era chiamato la Bucciria grande, questo termine deriva da una parola francese, boucherie che significa macelleria, perché in epoca angioina vi sorgeva un macello, mentre oggi vi abbondano le carnezzerie.
Il Capo è un noto mercato di Palermo, quartiere popolarissimo, si formò in età musulmana, oltre il corso del Papireto, ed era abitato dagli Schiavoni, pirati commercianti di schiavi. Si estende lungo le via Carini e Beati Paoli, la via di S. Agostino e la via Cappuccinelle. Furono gli Agostiniani a popolare questa zona, poiché essi avevano la loro sede nel convento attiguo alla trecentesca chiesa di S. Agostino. Uno degli ingressi principali è quello di Porta Carini, nei cui pressi è il Palazzo di Giustizia. Uno stretto budello si allarga e si restringe tra le bancarelle che si proiettano dal di fuori in cui esse stesse nascono i putii, la gente lo rende impraticabile perché si sofferma ad osservare, pattuire, tastare e comprare.
Ballarò si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant’Agata, ed è il più antico mercato di Palermo, frequentato giornalmente da centinaia di persone di tutte le razze, animato dalle cosiddette abbanniate cioè i chiassosi richiami dei venditori che, con il loro caratteristico e colorito accento locale, cercano di attirare l’interesse dei passanti. Essendo aperto anche per tutto il pomeriggio, è visitato da coloro che stanno rincasando, cosicché vi si trovano venditori di cibi cotti, tipici della cucina palermitana, pronti da portare a casa, come cipolle bollite o al forno, panelle, cazzilli (crocchette di patate), verdure lesse, polipo e quarume (interiora di vitello).
Palermo è una delle città più attive e frenetiche della Sicilia, e offre molte occasioni di svago notturno in scenari da sogno, esotici e orientaleggianti. Uno dei punti di ritrovo più affollati è la zona del mercato di Borgo Vecchio, che si trova tra Piazza Sturzo e Piazza Ucciardone. Questo mercato è l’unico che rimane aperto fino a tardi, attirando moltissimi giovani che qui si danno appuntamento per organizzare la serata.
7) Quattro Canti
La piazza dei Quattro Canti di Palermo non è solo uno degli scorci più belli della città. È un condensato della sua storia antica e moderna e rappresenta il punto di partenza ideale per conoscere le origini del capoluogo siciliano e i suoi quartieri più antichi.
I quattro cantoni raccontano molto della storia di Palermo. Su ogni facciata ci sono quattro elementi principali: una fontana che rappresenta uno dei fiumi che attraversavano anticamente la città; un’allegoria che rappresenta una delle stagioni; la statua di uno dei re spagnoli e, in cima, la statua di una delle sante protettrici di Palermo, ciascuna posta a protezione di un mandamento.
I Quattro Canti sono conosciuti anche come Teatro del Sole. L’appellativo ha una motivazione architettonica, dato che l’esposizione dei palazzi fa sì che almeno una facciata sia sempre illuminata dal sole, durante tutto l’anno. Un altro nome con il quale i palermitani chiamano questa piazza così originale è Teatro della Città. Il motivo è tanto semplice quanto affascinante: questo è il luogo che nei secoli passati ospitava gli avvenimenti più importanti, dalle feste alle esecuzioni capitali.
8) Mondello
Mondello è la metà turistica per eccellenza dei palermitani, poichè si trova a pochissimi chilometri dal centro della città. Il borgo di pescatori si trasformò così in una elegante e ricca stazione balneare il cui sviluppo è progredito fino alla fine degli anni ’90. Oggi questa località conserva intatto il suo patrimonio di ville storiche, alcune semi abbandonate altre restaurate nel corso degli anni. Lo stabilimento balneare, completamente restaurato qualche anno fa, è oggi sede di un prestigioso circola nautico e del ristorante Charleston.
Nel paese di Mondello, che ancora è parzialmente utilizzato dai vecchi pescatori del luogo, ci sono molti ristoranti dove si possono mangiare in piedi o seduti del buone pesce e frutti di mare. Dopo il paese c’è la Riserva di Capo Gallo istituita nel 2001, dove pagando un’ingresso si può fare il bagno in una delle sue piccole insenature sabbiose o sulla scogliera, la riserva è anche è un luogo ideale anche per fare trekking, dall’ingresso attraverso una stradina sterrata che costeggia il mare si arriva fino al capo estremo dove c’è un antico quanto affascinante faro, oggi in completo abbandono. A Mondello vengono regolarmente organizzate importanti regate di barche a vela dal Circolo della Vela e il Circolo Canottieri Roggero di Lauria.
Ogni anno a maggio si anche svolge il Windsurf World Festival organizzato dal Circolo dell’Albaria dove sono presenti i migliori surfisti del mondo. A Mondello è possibile anche noleggiare barche o gommoni da diporto, tavole a vela, partecipare a corsi di immersioni subacquee e kitesurf. Il borgo è fornito di tutti i servizi essenziali: bus, farmacie, supermercati, ristoranti, self-service, pizzerie, paninerie, mini-golf, campi da tennis, discoteche (solo nel periodo estivo).
9) Monreale
Monreale è il frutto di un sentito sincretismo culturale derivante dalla dominazione dei Normanni. Il vento proveniente dal Nord Europa porto con sé nella cittadina vicino Palermo un soffio di polvere avanguardista grazie ai fondamenti architettonici fondati su un’estetica del tutto innovativa.
La magnificenza della novità si fuse ben presto in un cosmopolitismo con le tradizioni preesistenti lasciate ai posteri dai romani, arabi e bizantini. Girovagando per le vie acciottolate di Monreale capite immediatamente di essere a casa per via della familiarità che respirate attraverso lo sguardo che volge a piccole botteghe immerse dai multicolori di carretti siciliani in miniatura. Una grande piazza è incoronata dal prestigioso Duomo di Monreale entrato a far parte nel 2015 del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. L’edificazione della meravigliosa cattedrale è legata ad un litigio tra il sovrano Guglielmo II d’Altavilla e la curia palermitana: tale diverbio portò alla fondazione del Duomo, un punto religioso a sé stante dalla dimensione clericale che avvolgeva Palermo.
Il Duomo è il frutto di manovalanza araba e bizantina ed esternamente presenta una facciata posta tra due suggestive torri asimmetriche e impreziosita dal marmo bianco che ricopre i tre portici. Il portale ad arco vigila sul massiccio portone bronzeo che vi permetterà di accedere al suo interno capovolgendovi in una dimensione silente e cromatica. Le due file di nove colonne per lato contornano la navata e vi invitano ad alzare gli occhi al cielo dove i soffitti sono ricoperti da sontuosi tronchi arricchiti dall’oro che ne forgia l’estetica.
10) Cefalù
Cefalù è una favolosa località balneare sul Mar Tirreno, praticamente a metà strada tra Palermo e Messina. La sua lunga spiaggia è tra le più ricercate della Sicilia: la sabbia dorata e il mare cristallino sono un richiamo irresistibile per i turisti che ogni anno si recano in uno dei posti più affascinanti della Sicilia. Ma Cefalù non è soltanto mare e sole: il suo centro storico conserva ancora importanti segni del passato, come la Cattedrale normanna abbellita dagli eccezionali mosaici bizantini. Località turistica d’eccellenza non solo in Sicilia ma in tutto il Mediterraneo, Cefalù è adatta a giovani e famiglie, cornice ideale per un meraviglioso soggiorno siciliano.
Nel panorama siciliano, Cefalù occupa un posto in prima fila non solo per le bellezze che vanta ma anche per la vita notturna che offre, incredibilmente viva e aperta a qualsiasi esigenze. Tutto il centro storico ospita eleganti ristoranti, in cui vengono servizi deliziosi piatti che accomunano la cucina messinese a quella palermitana. Le portate principali, neanche a dirlo, sono a base di pesce fresco. Durante il periodo estivo è sul lungomare che si concentra la movida: tra un bel gelato e un drink si passeggia di fronte la riva della spiaggia, con la brezza marina che ne rinfresca l’aria.




